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    De.licio.us
    (02/11/2009 - 14:32)

    In ricordo di ALDA MERINI

    di soniacincinelli

    Visita i link sui video delle poesie di Alda Merini:


    http://www.youtube.com/watch?v=0Yi8FmYzDL4

    http://www.youtube.com/watch?v=_xfr3migfuc

    http://www.youtube.com/watch?v=Cwxi_tqphxE

    http://www.youtube.com/watch?v=goVd7P7z87s



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    (23/10/2009 - 15:41)

    Nascita collettivo poetesse eretiche

    di soniacincinelli

    DA OGGI POETESSE ERETICHE SI RINNOVA!
    Con la costituzione di un collettivo di poesia
    aperto sia a donne che a uomini che vogliono sposare
    la causa di poetesse eretiche.

    Il collettivo si pone l'obbiettivo di cambiare il mondo
    attraverso l'azione poetica.
    Per azione poetica si intende quelle iniziative poetiche
    atte a lasciare un segno tangibile nella società.
    Per esempio come letture e performance per le strade, azioni di poesia da muro (pensiamo al film "Poesia che mi guradi" di Marina Spada sulla poetessa Antonia Pozzi) ecc...
    Questo blog è anche un laboratorio per sondare forme poetiche innovative.
    Tutti comunque sono invitati ad inviare i propri componimenti che verranno pubblicati nel sito di poetesse eretiche.

    Quindi per aderire al collettivo o inviare componimenti scrivi a: sonia.cincinelli@tin.it


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    (09/09/2009 - 15:58)

    di soniacincinelli


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    (13/10/2008 - 16:14)

    Corinna poetessa greca

    di soniacincinelli

    Corinna (V secolo a.C.), poetessa greca.

    Originaria della città di Tanagra, nella Beozia, poiché dimorò per molto tempo a Tebe, fu chiamata tebana e soprannominata Miia.

    Vi sono poche notizie sulla sua vita: sembra sia fiorita poeticamente intorno al 509 a.C. e che abbia ammaestrato nella poesia addirittura Pindaro, battendolo ben cinque volte in gare di poesia.

    Pausania, IX 22, cap.3, in proposito, ci racconta invece che Pindaro fu battuto da lei una sola volta: in tale circostanza attribuisce la vittoria della poetessa all'uso superbo che fece in quell'occasione del dialetto eolico; inoltre il periegeta riferisce di aver visto un ritratto di lei a Tanagra che la raffigura come dotata di bell'aspetto.

    Dei suoi carmi lirici in dialetto beotico, non ci sono rimasti che alcuni piccoli frammenti. Un papiro ci ha tramandato frammenti di due suoi nòmoi nei quali vi è un largo uso del dimetro ionico a minore e del dimetro coriambico.

    Furono erette statue a Corinna in differenti parti della Grecia e fu classificata come la prima e più eclettica delle nove muse della lirica.

    Opere

    • Carmi:
      • I sette a Tebe
      • Iolao
      • Il ritorno di Orione
    • Nòmoi:
      • La gara del Citerone e dell'Elicona
      • Le figlie di Asopo

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    (08/10/2008 - 10:54)

    Poetesse di oggi: biografia ermetica di Vittoria Nicoli

    di soniacincinelli

    Vittoria Nicoli è nata a Tempio Pausania il 26 settembre 1983. Da
    piccola ha avuto paura del buio, poi degli aerei e della bomba
    atomica e infine di tutto il resto. Nonostante questo, e per fortuna,
    sin dall'inizio dell'adolescenza, si è difesa bene dalle paure
    iniziando a scrivere poesie, poesie un pò presuntuose e poco
    propense al labor limae.
    Le sue figlie bruttine nascono in terra sarda, e nella caput mundi si
    sviluppano.
    Opponendosi al suo stesso titolo nobiliare di principessa del nord
    Gallura, attualmente, come Lady Oscar, fa la rivoluzionaria silenziosa. Lo
    sfruttamento di se stessi è per la poetessa inaccettabile quanto quello
    degli altri. E' certo, però che se la Nicoli avesse per ogni sua
    poesia un pezzo da cinquecento euro potrebbe comprarsi un monolocale
     a Piazza Navona.
    Tanta mole di lavoro sarà presto scaricabile in rete dal suo blog
    attivista "estateinnevataincazzata.noblogs.org". Un bacione a
    tutte e a
    tutti i fans.

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    (06/10/2008 - 11:13)

    Poetesse di Oggi: Vittoria Nicoli

    di soniacincinelli

    Come nei tuoi occhi capivo l'estate,

     

    ora sento nei suoi, lungo l'autunno, che correrà veloce.

     

    Distraggo il suono emesso verso di te,

     

    sono oramai rivolta in cento altre direzioni,

     

    di cento altre donne del continente.

     

    Quando il sole si stanca e dorme parecchio

     

    è arrivato il momento per l'emigrazione.

     

    La mia natura è amarvi e beccare i vostri corpi.

     

    La Natura vuole questo spostamento vitale.

     

    Quante sono le ore di calore puro

     

    opposte a quelle della temperatura autunnale,

     

    così tante sono le giornate in cui la vedo

     

    contro quelle in cui sono lontana.

     

    Vedo una donna lasciata da un uomo arrogante,

     

    vedo una donna amata da una donna ignota,

     

    e sfuggo allo sguardo maturo di una donna autentica.

     

    Come nella stagione calda le mie ali sbattono senza logica

     

    portandomi vicina e allontanandomi dalle prede,

     

    dal cibo, dal solo cibo che mi sia sempre piaciuto,

     

    dal solo cibo che mi compone, dalla donna.

     

     

    Da Il vento nel suo nome

     

    di Vittoria Nicoli 2007

     

     

     

     

    C'è una donna, in quest'ultimo periodo, che ogni volta che la vedo

     

    non penso di sforzarmi a parlare con lei

     

    su come vorrei cambiare il mondo.

     

    Mi rendo conto che le parole

     

    che ci vorrebbero sarebbero troppo complesse,

     

    e se anche lei le capisse, rispondendomi

     

    con le sue parole troppo difficili,

     

    allora sarei io a non capirla.

     

    Io conosco di meno il suo linguaggio di quanto lei conosce il mio.

     

    C'è questa donna che quando la guardo,

     

    mi vergogno della mia presunzione del correggerla,

     

    dell'averla corretta troppe volte,

     

    e lei mi tocca velocemente dicendomi di lasciarla sbagliare.

     

    C'è una donna, alla quale io rinuncio di regalare parole,

     

    e nel guardarla vorrei sentire

     

    cosa desidera aldilà dei miei occhi sulla sua bocca.

     

    C'è questa donna che ogni tanto prova a comandarmi,

     

    e io stupidamente, dopo essermi difesa,

     

    riattacco con un altro ordine,

     

    con un'altra voce grossa delle nostre solitudini.

     

    C'è questa donna di cui a volte mi rendo conto,

     

    che alcuni suoni tradiscono una voglia di me,

     

    questa donna che mi riguarda e vorrebbe capire meglio.

     

    Non è il mio specchio, non sono io a riflettermi,

     

    è una quasi sconosciuta, che non parla la mia lingua.

     

    Eppure è una donna che sento, che mi accompagna, che partirà

     

    che mi ricorderò, che ci sarà

     

    anche senza il mio sguardo.

     

     

    Da Poesie femministe

     

    di Vittoria Nicoli 2008

     

     

     

     

    Sveglia prima delle serrande abbassate (31 Agosto)

     

     

    Inizia Capidanni e penso a come il binario perda la memoria.

     

    Quante parole, ritmi, poesia, sentimento e pezzi di coronarie

     

    noi tutti perdiamo. Noi lontani dalla lotta cittadina,

     

    noi che presto ci ripiomberemo addosso al caos nascosto

     

    di questi tempi morti, tristi, senza grandi progetti,

     

    senza neppure antichi e retorici sogni.

     

    Inizia Capidanni e la retorica del nulla del postmoderno

     

    è come le zanzare dell'osteria,

     

    sempre presente, sempre pungente,

     

    però non inganna la saggezza,

     

    ancora non l'ha fatta impazzire, ancora la odio.

     

    Inizia ciò che già è iniziato e io scrivo

     

    sopra al piano che minaccia in continuazione sciopero

     

    senza essere proletario, ma anzi essendo nemico

     

    di operai e contadini, essendo figlio di chi comanda,

     

    minaccia la mia richiesta d'amore, il mio tentativo di allungarmi

     

    verso gli arcobaleni delle compagne sconosciute.

     

    Io scrivo con i mezzi e il linguaggio e la noia dei ricchi,

     

    ma nella metà del sangue c'è il vinto.

     

    E come vedo la finzione, come vedo il calcolo ipocrita

     

    allo stesso modo vedo il sincero, l'autentico attendere.

     

    I corpi piatti sono i miei prediletti perché

     

    rinnegano nella loro appariscente superficie liscia

     

    l'inganno che la realtà sia banale.

     

    Sui corpi piatti io corro, mi fermo, ricordo, compongo,

     

    sono io, io che li dimentico, non li posseggo da tempo,

     

    ma li desidero con nuova pretesa.

     

    Chi è che decide quando le menti ragionano in maniera giusta

     

    e quando invece lo fanno in maniera che non quadri tutto?

     

    Chi lo sa capire dov'è l'inghippo?

     

     

    Da L'estate della servitù dottorale

     

    di Vittoria Nicoli 2008

     

     

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    (06/10/2008 - 11:09)

    Vittoria Nicoli

    di soniacincinelli

    The perched face you make for me is repentance.

     

     

     

     

    I discovered myself making your face

     

     

     

     

    as I was daydreaming about us as a tragedy.

     

     

     

     

    Is it repentance or dread of not finding each other?

     

     

     

     

    There is a little bit of beneficial lightness in our smiles

     

     

     

     

    or is it a masochistic abstraction?

     

     

     

     

    Dania – woman – who gives herself.

     

     

     

     

    I erase you before you abandon me.

     

     

     

     

    From the instrument but not from my thought – emotion.

     

     

     

     

    You had everything decided, mine is an illusion of power,

     

     

     

     

    you had everything prepared, you too confusing attraction with reason.

     

     

     

     

     

     

     

     

                                                                 

     

     

     

     

     

     

     

     

    Sei proprio amori da Statiali!

     

     

     

     

    Ca' sei tu, da l'occhj culori di l'alba,

     

     

     

     

    e dall'etai di lu cumenciu?

     

     

     

     

    Polti li capiddhi d'oro,

     

     

     

     

    e d'oro so li rigali che si fani alli steddhi.

     

     

     

     

    Hai li 'istiri rui suttu allu soli

     

     

     

     

    e bianchi e nieddhi cu la luna.

     

     

     

     

    Mi idi? Voi 'inè cu noi a vidè la notti di l'etai di tramuntana?

     

     

     

     

    Ca' sei tu? Ti cunnoscu o t'inventu?

     

     

     

     

    Sei un amori di lu Statiali!

     

     

     

     

    Solu a Capidannu si potarà dini se sei 'era o paltuta pa' jenti prizzosa.

     

     

    Da Lu entu illu to nommu

    di Vittoria Nicoli 2007

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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